giovedì 17 gennaio 2008

51 - LA VITTIMA E IL CARNEFICE

La paura è un meccanismo di difesa fondamentale: senza, si va incontro ai pericoli ignorando tutte le precauzioni. Finendo per farsi male. Si smette di avere paura quando si è troppo sicuri di cavarsela sempre, in ogni situazione, anche la più avversa.
L’ex ministro Mastella, ora, ha paura. Ma di cosa?
Di finire dentro? Non succederà.
Ha paura che la Casta abbia perso tutti i suoi privilegi? Impossibile.
Di essere stato fatto fuori abilmente da compagni e amici, perché scomodo? Probabile.
Ma “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”. La famiglia Mastella (le definizioni di “famiglia” sono molteplici, scegliete quella che preferite) è la padrona incontrastata di Ceppaloni, ameno paese campano, nonché di svariate cariche pubbliche della stessa Regione. Giunti alla vetta, è facile cadere in tentazione: quello che viene contestato dai giudici è storia vecchia, si sapeva già, la trasmissione “Report” ne aveva parlato tempo fa.
Già, i giudici… Queste brutte persone che hanno l’ardire di indagare su galantuomini e gentili damigelle scese in campo per noi. Italiani, non fidatevi dei magistrati che indagano sui politici! Fidatevi solamente di quelli che indagano su Fabrizio Corona e Vittorio Emanuele!
Mastella si sente una vittima, ma in realtà è uno dei carnefici. La vittima è un’altra: si chiama Italia, ha quasi 150 di vita e non ha più voglia di combattere.

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